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Ponti Termici

Un’errata progettazione edilizia può produrre effetti inaspettati!

La comprensione, l’individuazione e la correzione dei ponti termici sono i primi passi per eliminare la formazione della muffa.

Dispersioni di calore e ponti termici

Le dispersioni di calore si misurano con la trasmittanza termica, ovvero la quantità di calore che attraversa una superficie nel caso in cui i due lati siano sottoposti a temperature differenti: più bassa è la trasmittanza termica e meno calore si disperde e si spreca. La trasmittanza si misura attravero il flusso di calore che si muove in maniera monodirezionale cioè che si sposta perpendicolarmente alla superficie che si sta considerando: parete, solaio, pavimento, ecc. 
in una situazione ideale di equilibrio termico: tutti ti punti di uno stesso piano (chiamato piano delle isoterme) hanno uguale temperatura. Questa si modifica progressivamente ed uniformemente passando da una zona più calda ad una più fredda.
Nella realtà non sempre è così. Ogni edificio ha una struttura complessa e quasi mai lineare. L’ipotesi di flusso di calore monodirezionale non sempre si verifica, specialmente in alcuni punti critici chiamati PONTI TERMICI.  

Ponti Termici

Sulle superfici lineari di un edificio vi si inseriscono elementi strutturali come: solai, pilastri, balconi, cassonetti per tapparelle, cambiamenti di spessore ecc. In prossimità di queste zone l’isolamento termico non è più continuo, tale discontinuità può dare origine ai ponti termici. 

A queste si inseriscono le naturali discontinuità come quelle presenti nello spigolo tra pareti e pavimento e tra pareti e solaio.

In queste aree il calore che si muove dall’interno all’esterno non esegue un percorso lineare e le isoterme non sono più parallele tra loro ma curvilinee. L’interruzione della continuità del materiale blocca conseguentemente la diffusione di calore, questa situazione crea un addensamento delle linee di flusso, una maggiore quantità di calore disperso e una riduzione di temperatura della superficie vicino al ponte. Tale variazione del bilanciamento termico è un grosso rischio per la formazione di condensa e muffe.

Le tipologie di Ponti Termici

In generale i ponti termici possono formarsi in seguito a tre tipologie di discontinuità:

  • Geometriche
  • Strutturali
  • Miste, l’insieme delle due sopra citate

Tutti i possibili punti di discontinuità in un edificio

L’immagine qui di seguito mostra tutti i possibili ponti termici in un involucro edilizio. Possiamo dire che non tutti i ponti termici agiscono allo stesso modo ma sono caratterizzati dal punto di connessione in cui sono posti.

Un immobile che ha una geometria regolare avrà meno discontinuità rispetto ad un immobile con struttura architettonica più complessa e articolata.

Ponti Termici Geometrici

Nel ponte termico geometrico la discontinuità è generata dalla variazione geometrica della struttura: angoli, nicchie, vani, intersezioni di pareti, giunti tra parete e pavimento o parete e soffitto, ecc. In tutti questi casi le isoterme perpendicolari al flusso termico diventano curve con un incremento della dispersione. Per comprendere ancora meglio perché aumenta il flusso termico in corrispondenza della zona d’angolo
possiamo analizzare le immagini qui sotto che riportano un nostro intervento per l’analisi di un ponte termico nella zona dell’Aquila (AQ).

L’immagine isotermica qui sotto mostra la nostra ricostruzione dell’angolo dell’involucro della camera da letto, nello stato di fatto di comportamento.

La foto isotermica qui sotto rappresenta la situazione successiva alla correzione del ponte termico con intervento e apposizione di uno specifico cappotto e materiale posto all’esterno.
Possiamo notare che l’isoterma nella zona d’angolo prima si trovava più prossimo alla superfice interna. La conseguenza è che in tale zona si ha un gradiente termico maggiore e quindi un maggior flusso termico.

Ponti Termici strutturali

In questo caso la discontinuità è strutturale perchè è causata della presenza di un materiale diverso all’interno della struttura. Nel caso specifico abbiamo ricostruito una muratura in laterizio con mattoni alveolati interrotta da una colonna in CLS.

Per rendere meglio l’idea, la prima immagine mostra l’isotermia e la seconda il flusso termico. In entrambe si evidenziano nettamente le variazioni delle linee isotermiche in corrispondenza della colonna in cemento armato rispetto alla tamponatura con laterizi in mattoni.

Infine cosa importante, che i materiali di costruzione in generale reagiscono diversamente in base alla condizione climatica in cui sono posti, in base all’irraggiamento solare, ecc. Una colonna in cemento armato posta a Palermo avrà differenze di comportamento rispetto ad una colonna in CLS a Bolzano. Ogni intervento ha bisogno di precisi calcoli per correggere eventuali ponti termici e si consiglia di incaricare professionisti di settore per il corretto risanamento.

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gli effetti dannosi dei ponti termici sull’involucro edilizio

La presenza di ponti termici strutturali o geometrici può causare seri danni all’edificio. La conseguenza è una riduzione del comfort abitativo e un forte rischio per la salute di chi vi abita.
I

Igenico - Sanitari

La presenza di ponti termici genera la formazione di muffe e condense localizzate che, oltre ad avere un impatto estetico, creano seri danni alla salute delle persone.

I

Strutturali

Muffe e condensano provocano un lento ma consistente degrado di materiali e strutture che nel tempo porta a ridurre considerevolmente durabilità e stabilità dell’edificio.
I

Energetici

Nel punto esatto in cui si crea un ponte termico ci sarà un addensamento del flusso termico ed una maggiore dispersione di calore. i costi necessari a riscaldare l’ambiente aumentano.
I

Comfort

La dispersione di calore e il conseguente calo termico, non consentono di raggiungere la giusta temperatura in casa provocando una riduzione del benessere abitativo.

Possiamo riassumere e raggruppare gli effetti dei ponti termici sull’involucro edilizio in due categorie principali:
  • Aumento delle dispersioni termiche;
  • Problemi igrometrici con formazione di condense e muffe.
Pensare che i due problemi non siano correlati è un errore molto comune e puù portare ad un degrado del fabbricato. Possiamo però affermare che:
DISPERSIONE TERMICA =A RAFFREDDAMENTO DELLE PARETI= CONDENSAZIONE = MUFFE.

Davanzale della Finestra

Presenza di un ponte termico sotto al davanzale di una finestra che genera muffa e distacco dell’intonaco all’esterno dell’edificio.

Parete e pavimento

L’angolo di intersezione dei due ambienti crea un ponte termico. La mancata correzione porta ad un degrado sempre più consistente proveniente dall’interno della struttura muraria.

Architrave della Finestra

Il ponte termico presente in prossimità dell’architrave della finestra crea problemi di umidità che negli anni generano muffe e batteri.

Davanzale della Finestra

Presenza di un ponte termico sotto al davanzale di una finestra che genera muffa e distacco dell’intonaco all’esterno dell’edificio.

Parete e pavimento

L’angolo di intersezione dei due ambienti crea un ponte termico. La mancata correzione porta ad un degrado sempre più consistente proveniente dall’interno della struttura muraria.

Architrave della Finestra

Il ponte termico presente in prossimità dell’architrave della finestra crea problemi di umidità che negli anni generano muffe e batteri.

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