Umidità relativa: cos’è e come misurarla

In numerose occasioni sentiamo parlare dell’umidità relativa e delle conseguenze negative che può avere, in concentrazioni elevate, sia per la nostra salute che per la salute della nostra casa, senza sapere cosa sia realmente.

L’umidità è la quantità di vapore acqueo contenuta in una massa d’aria, in una sostanza o in un corpo. Esistono diversi tipi di umidità, ma ciò che la maggior parte delle persone intende quando parla di “umidità”, è l’umidità relativa.Tenere sotto controllo l’umidità relativa è molto utile, infatti ci fornisce un’idea di quanto “umida” sia l’aria. Una bassa umidità relativa può portare a secchezza della pelle, prurito e sete. Al contrario un’umidità relativa elevata rende le temperature fredde più fredde e le temperature calde più calde. Quando il clima è molto caldo, l’umidità elevata compromette la capacità del nostro corpo di rinfrescarsi attraverso la sudorazione. All’interno della casa, l’umidità elevata rende più probabile il proliferarsi della muffa, mentre la bassa umidità facilita la diffusione di virus e batteri.

Umidità relativa

Quando parliamo di umidità relativa ci riferiamo ad un parametro che esprime in percentuale il rapporto tra la quantità di vapore acqueo contenuta in una massa d’aria e la quantità massima che la stessa può contenere nelle medesime condizioni di temperatura e pressione, ad ogni singola temperatura.

L’umidità relativa fornisce perciò informazioni su quanto una massa d’aria è lontana dalla condizione di saturazione.L’umidità relativa è espressa in percentuale ad UR ( umidità relativa) del 100% corrisponde a un’aria satura di vapore acqueo (rischio di nuvole, pioggia, nebbia, rugiada o gelo), mentre ad UR del 0% a un’aria perfettamente secca (questo valore di umidità relativa non è mai raggiunto nella natura, non anche nei deserti).
Più calda è l’aria, più acqua può contenere sotto forma di vapore. Al contrario, quando l’aria si raffredda, il vapore si condensa e forma goccioline di acqua liquida, questo perché la soglia di saturazione diminuisce con la temperatura.

L’umidità relativa di una massa d’aria varia ad ogni singola temperatura. All’aumentare della temperatura, durante il giorno, l’umidità relativa diminuisce, mentre il contenuto d’acqua della massa d’aria – l’umidità assoluta – rimane invariato.
Un’umidità dal 10 al 20% corrisponde a un’aria molto secca, troppo secca per il comfort del corpo. Al contrario, quando le temperature scendono, per esempio in corrispondenza delle ore notturne, il punto di saturazione diminuisce con il calare delle temperature.
A 30 ° C, l’aria può contenere fino a 30g / m3 di acqua sotto forma di vapore, 10 volte più che a -5 ° C. Ciò spiega in parte perché le piogge sono molto più abbondanti nelle regioni tropicali che in quelle temperate e che nel cuore dell’Antartide le nevicate sono rare e non molto intense.

Quantità massima di vapore acqueo contenuta in una particella d’aria in relazione alla temperatura
Temperatura dell’aria (in ° C)– 10– 50510152030
Quantità massima
di vapore acqueo
possibile (in g / m 3)
234.56.59.51317

30

 

 

Il valore dell’UR come possiamo vedere è strettamente correlato e dipende dalla temperatura dell’aria: all’aumentare della temperatura, aumenta la quantità di vapore acqueo necessaria perché l’aria sia satura; viceversa, se la temperatura è bassa, una minor quantità di vapore acqueo sarà sufficiente per saturare l’aria.

Per tutti questi motivi è utile conoscere e essere consapevoli del ruolo che ha e del suo impatto sulla nostra salute e su quello delle nostre abitazioni, ma sopratutto capire come misurare l’umidità relativa e quali strumenti utilizzare.

Gli strumenti per misurare l’umidità relativa

Il modo migliore per  misurare l’umidità relativa dell’aria è mediante un igrometro. Con l’igrometro possiamo misurare accuratamente l’UR e sapere se è necessario umidificare o deumidificare l’aria nella nostra casa oppure installare un aspiratore.

L’igrometro o igrografo è uno strumento che misura il grado di umidità dell’aria o di altri gas. La sua unità di misura è l’ umidità relativa dell’aria.

A cosa serve l’igrometro

La misurazione dei valori dell’umidità mediante l’utilizzo dell’igrometro ha molteplici utilizzi, in agricoltura, allevamento, nei processi industriali o nelle previsioni meteorologiche e naturalmente anche domestico, per assicurare il miglior comfort abitativo  e un maggior benessere per noi e per la nostra famiglia. Attraverso l’igrometro possiamo verificare che l’umidità relativa dell’aria in casa sia compresa tra i valori raccomandati (40% – 60%). Mantenere un livello adeguato di umidità relativa aiuta a migliorare il comfort termico e riduce la maggior parte degli effetti negativi sulla salute causati dall’ eccesso o dalla mancanza di umidità.

Un ambiente secco (<40% di umidità relativa) può provocare secchezza alla mucosa nasale, occhi, labbra e pelle e un aumento del rischio di infezioni respiratorie, come bronchiti, raffreddori e influenze. Al contrario un ambiente molto umido (> 60%) favorisce la crescita di batteri, funghi e acari che possono causare allergie e asma. Attraverso l’igrometro, grazie al controllo dell’umidità, potremo mantenere un livello adeguato di umidità relativa, che gioverà a noi e alla nostra casa.

Tipi di igrometro

Esistono diversi tipi di igrometro, a seconda della modalità di funzionamento e della tecnologia. Ma hanno tutti lo stesso scopo, misurare l’umidità relativa dell’aria.

Ecco i principali tipi di igrometro che possiamo trovare in commercio:

  • Igrometri a capello
  • igrometro digitale
  • Igrometro elettrico

Igrometro a capello

Propio come suggerisce il nome questo strumento inventato più di 200 anni fa basa il suo funzionamento sull’utilizzo di un fascio di capelli, umani o animali, che grazie alle loro caratteristiche variano a seconda del grado di umidità. Il piccolo fascio di capelli è teso da un punto fisso ad uno mobile, tenuto da una molla. I capelli hanno la proprietà di variare di lunghezza a seconda del grado di umidità (si accorciano all’aumentare del grado idrometrico); si aziona così il punto mobile e attraverso un sistema di ingranaggi e di ruote dentate l’indicatore si muove lungo la scala graduata. In questo modo è possibile leggere il relativo grado di umidità.

Igrometro digitale

Gli igrometri digitali sono i più pratici per un uso domestico sopratutto per la loro facilità di interpretazione e lettura (i dati vengono letti su un display digitale) e non richiedono calibrazione. Di solito sono anche più economici. Usano circuiti elettronici, che convertono le variazioni di tensione causate dalle variazioni di umidità e temperatura, in parametri che vengono visualizzati sul display digitale. Ha un livello di precisione elevato, anche se i cambiamenti di umidità non si riflettono immediatamente. È possibile trovare igrometri digitali con funzioni base per la misurazione dell’umidità e della temperatura o con funzioni aggiuntive come barometro, stazione meteorologica o capacità di memorizzare valori.

Igrometro elettrico

Gli igrometro elettrici per misurare l’umidità usano due elettrodi a spirale avvolti a un tessuto impregnato di cloruro di litio (composto molto igroscopico ), miscelato con acqua. Quando si applica tensione alternata agli elettrodi, il tessuto viene riscaldato e l’acqua inizia a evaporare, fino a raggiungere un equilibrio con l’umidità dell’aria assorbita dal cloruro di litio. Ogni grado di temperatura ha il suo livello di equilibrio tra l’evaporazione dell’acqua e quello assorbito dal cloruro di litio, permettendo così di stabilire immediatamente il grado di umidità nell’aria.

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